 |
E frador ( il maniscalco )
Il maniscalco era un lavoro che un tempo si svolgeva soprattutto all'esterno e consisteva nell'applicare il ferro sotto lo zoccolo dei cavalli, asini e muli. Il maniscalco non lavorava mai in solitudine perchè a guardarlo vi era l'accompagnatore della bestia, che gli dava una mano per tenerla tranquilla, quando gli alzava la gamba per appoggiarsela sul ginocchio, con il martello inchiodava il ferro allo zoccolo, con lunghi chiodi di ferro dolce che sporgevano lateralmente e venivano ribattuti con cura. Ogni cavallo aveva gli zoccoli di una sua particolare forma e grandezza e il maniscalco cercava i ferri che più si avvicinavano alla forma richiesta adattandoli poi col fuoco e col martello sull'incudine. Quando erano finalmente pronti, di giusta misura li gettava nell'acqua dove ricevevano la necessaria tempera.
Nel nostro territorio si ricorda Benelli Aristide ( Riston ) nato a Cannuzzo nel 1912 ha lavorato fino a 82 anni e quando, per ragioni di salute, ha dovuto lasciare la sua attività di maniscalco, l'ha fatto con immenso dolore, non ha fatto che rimpiangere, infatti, il suo lavoro e quella che considerava la ragione della sua vita. : l'arte della mascalcia, arte i cui rudimenti egli aveva appreso da Giovanni Belletti che in seguito aveva poi affinato in una scuola di Pinerolo.
Aristide negli ultimi tempi ferrava cavalli trottatori e cavalli da concorsi ippici: questa attività che egli svolgeva con estrema maestria lo.portava nei maneggi di varie città dell'Emilia Romagna e d'Italia. |