Facebook post di Giovanni Giunchi
FERRAGOSTO AL DANCING FONTANA.
Ferragosto è stato sempre un giorno complicato, spesso accompagnato da apprensione o paura e poi non ha mai riscaldato il mio cuore. Non era,come tanti pensavano, la festa di metà estate ma l'inizio del tempo in cui tristemente si scivolava verso l'autunno.
Così era, fino a qualche decennio fa, quando ancora resistevano le quattro stagioni e le previsioni del tempo non stavano in tv ma nel fiuto degli uonini di mare.
Il primo flash della memoria si accende sul viale Roma , davanti al dancing agghindato e in grande spolvero per il grande ballo della sera . Siamo nella prima metà degli anni cinquanta.
Il protagosiata, un uomo dal fisico asciutto e nervoso, con una carnagione scura, capelli neri, azzimato, vestito da un abito bianco che accuiva il contrasto con un volto abbronzato e olivastro. La sigaretta pendente fra le labra
Erano le cinque di un pomeriggio afoso ed assolato, non un alito di vento.
Lui stava fermo in mezzo alla strada con le gambe divaricate osservando con apprensione un cielo pieni di nuvole minacciose, che rotolavano brontolando nella sua direzione.
Si levò anche una traccia di vento sulla scia della bora. Era il presagio della immancabile tempesta di ferragosto.
Si chiamava Silverio Fontana, una persona buona ma che a noi ragazzi incuteva soggezzione ,un cacciatore di valle e dunque un conoscitore di tempeste e venti impetuosi ma anche un pioniere del turismo. I Fontana erano gente tosta, fantasiosa,dotati di una grande volontà e tenacia, al punto che quando si mettevano in testa una idea erano perfino capaci di piegare gli eventi della natura.
Silverio intuì che le cose si stavano mettendo male, con più forza si piantò sulle gambe, guardò il cielo con aria di sfida, arrangiò le mani a guisa di corna e per tre volte allungando con vigore braccia e dita verso le nuvole, compì una specie di esorcismo, malidicendo il tempo con parole che per le nostre orecchie, sapevano di magia.
Trascorse solo qualche minuto, poi il vento cadde e le nubi, batterono in ritirata, smisero di rotolare una sopra l'altra e dopo un quarto d'ora tutto era ritornato alla normalità.
La sera , SIlverio e la moglie Angiolina, i figli Carlo, Luana , Franco e il più piccolo Claudio ( Daiano ) , eleganti e tutti schierati all'ingresso, poterono accogliere con un sorriso,una clientela allegra e festante.
Non è detto che le cose siano andate come sto raccontando, ma io ero lì ho visto e udito ed ero convinto allora, come lo sono oggi di avere riportato tutto con fedeltà.
Molti anni dopo. Milano Marittima Hotel Lady Mary. Il personale si era fatto in quattro per dare il benvenuto al ferragosto. Buffet ai bordi della piscina, orchestra,animatori, clientela ed invitati in trepidante attesa.
Gli addobbi cominciarono a sventolare sotto la spinta di una brezza insistente . Sul mare, nuvole livide e cariche di pioggia sembravano muovere verso la spiaggia.
La situazione non migliorava .
Mi agrappai ad un ricordo lontano e con tutta la concentrazione di cui ero capace, pensai a Silverio e al suo imprecare contro il cielo e allora andaì sulla battigia , fin sulla riva e ripetendo i suoi gesti, maledissi con forza quel probabile e pericoloso evento che si andava avvicinando.
So, che non ci crederete, ma le nuvole si fermarono come d'incanto, il vento cadde e ritornò la quiete.
Ritto e sorpreso, con lo sgurdo fisso sull'orrizonte, interrogavo me stesso, assalito da un delirio di autostima. Tuttavia resisteva la preoccupazione di non aver recitato la parte con la stessa determinazione di un Fontana. Il tempo di raggiungere, in pochi passi l' hotel , poi il fragore e le luce di un fulmine si rivelarono come il biglietto da visita di una violenta ,tempesta che durò a lungo distruggendo al suo passaggio ogni cosa . Come da copione, anche quella sera e ancora per tanti altri anni, quell'evento inprovviso e violento si ripresentò per ferragosto.
Fù un disastro che cancellò la festa ma fù anche un avvertimento, un segnale per ricordare, ad un albergatore presuntuoso come me, che la magia operata da Silverio poteva essere ripetibile solo quando, l'Altissimo, avesse dotato un altro uomo della stessa capacità di piegare la natura con la fantasia, la volontà e la tenacia
La morale di questa storia.
Anche oggi, nella sera dei festeggiamenti, fra il 14 e il 15 agosto, la previsione è quella di temporali e poichè non siamo più gli uomini di un tempo, avvezzi a lottare contro le intemperie, rivolgiamo una preghiera al cielo, incrociamo le dita e che il Signore ce la mandi buona.
Buon ferragosto a tutti.
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