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Spaziatore Farabegoli

Fontana Franco e Fonatana Carlo

franco

Bologna Mare, l’albergatore racconta: "Così lo inventai a Lido di Savio"
Il cervese Franco Fontana creò il primo albergo nel 1956 : "Non c’era nulla allora. Per il nome mi ispirai alla vicina Milano Marittima"

Cervia (Ravenna), 22 agosto 2021 - Il cervese doc Franco Fontana, di professione albergatore, rivendica la paternità del nome ‘Bologna Mare’, di recente scelto dai cittadini – tramite un sondaggio indetto dall’amministrazione comunale – per indicare Lido di Savio sui cartelli turistici. Nome che è stato preferito a quello di ‘Bologna Marittima’. Quando lo ha saputo, proprio tramite le pagine del Resto del Carlino che legge ogni giorno da decenni, gli è venuto un moto d’orgoglio, tanto più che si considera il fondatore del paese stesso. Così, ha voluto raccontare la sua storia.

Fontana, qualcuno l’aveva contattata prima del sondaggio o comunque in passato per la questione del nome di Lido di Savio?
"No, nessuno mi ha cercato. Ma i residenti con buona memoria o di una certa età, da tempo sono abituati a chiamare la località ‘Bologna Mare’, così come era originariamente e usualmente chiamata".

Non la stupisce dunque che nel sondaggio ‘Bologna Mare’ abbia prevalso…
"Sarebbe stato sorprendente il contrario. Non si è mai parlato di ‘Bologna Marittima’…".

Arrivando a lei, può spiegare perché è il fondatore della località ‘Bologna Mare’?
"Sono un cervese doc e, da giovane, ho lavorato diversi anni ai Caraibi su una nave da crociera. A un certo punto però ho deciso di rientrare e di aprire un mio albergo, l’Hotel Old River, in omaggio al ‘vecchio’ fiume Savio, in una zona completamente isolata e ancora non edificata. Era il 1956 e quello è stato il primo albergo della località oggi nota come Lido di Savio".

Perché ha scelto proprio il nome ‘Bologna Mare’? Si potrebbe pensare a un suo legame con il capoluogo di regione…
"No, al massimo a una simpatia. Il nome mi è venuto d’istinto, pensando alla vicina Milano Marittima, in effetti fondata da noti imprenditori milanesi".

Lei tiene molto ad alcune cartoline realizzate con foto d’epoca che appunto testimoniano quanto sta dicendo…
"Certo, in particolare a due. La prima è una foto dall’alto in cui si vede che attorno all’albergo non c’era alcuna costruzione, il paese doveva ancora svilupparsi. La seconda, invece, è una classica cartolina in cui si vede l’Hotel Old River con le auto dei clienti davanti e accanto la scritta ‘Bologna Mare’. Sono stati i primi esperimenti promozionali della località".

Da chi era frequentato il suo albergo?
"Quasi esclusivamente da stranieri, in particolare tedeschi, francesi e svizzeri. L’esperienza con l’Old River non è però durata a lungo a causa di alcune vicissitudini sopraggiunte. Nel 1969 ho dovuto chiuderlo".

Ma era ormai chiaro quanto il settore alberghiero fosse il suo ambito…
"Sì. Non mi scoraggiai e, poco dopo, fondai l’Hotel Tropicana, sempre a ‘Bologna Mare’, che si distingueva perché era il primo albergo con piscina di tutta la costa Adriatica. Anche in tal caso non sono mancati i problemi: fui costretto a vendere alla Viaggi Generali di Ravenna che però mi chiese di restare come direttore per i successivi vent’anni, dagli anni Settanta agli anni Novanta".

Un impegno nel settore turistico che le è valso anche riconoscimenti…
" Sì, il più importante è stato quello di Cavaliere della Repubblica".

Cosa pensa della località oggi?
"Si è ormai affermata, ha un suo spazio e non vive più all’ombra di Milano Marittima: gli albergatori lavorano e molti l’hanno scelta anche come luogo di residenza. Mi piacerebbe solo che non si dimenticasse chi ha fatto tanto per fondarla: l’inventore di Lido di Savio-Bologna Mare sono stato io".


Facebook post di Gabriele Bernabini:

Stabile situato nel viale Roma di proprietà del Cav. Lolli fratello dell'omonimo canonico. Nel locale a sinistra vi era un teatrino dove si organizzavano spettacoli di burattini. All'ingresso della birreria vi era la statua raffigurante Balilla. . Più tardi il locale divenne "dancing Fontana". Ora vi è una sala giochi.
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Facebook post di Giovanni Giunchi

FERRAGOSTO AL DANCING FONTANA.
Ferragosto è stato sempre un giorno complicato, spesso accompagnato da apprensione o paura e poi non ha mai riscaldato il mio cuore. Non era,come tanti pensavano, la festa di metà estate ma l'inizio del tempo in cui tristemente si scivolava verso l'autunno.
Così era, fino a qualche decennio fa, quando ancora resistevano le quattro stagioni e le previsioni del tempo non stavano in tv ma nel fiuto degli uonini di mare.
Il primo flash della memoria si accende sul viale Roma , davanti al dancing agghindato e in grande spolvero per il grande ballo della sera . Siamo nella prima metà degli anni cinquanta.
Il protagosiata, un uomo dal fisico asciutto e nervoso, con una carnagione scura, capelli neri, azzimato, vestito da un abito bianco che accuiva il contrasto con un volto abbronzato e olivastro. La sigaretta pendente fra le labra
Erano le cinque di un pomeriggio afoso ed assolato, non un alito di vento.
Lui stava fermo in mezzo alla strada con le gambe divaricate osservando con apprensione un cielo pieni di nuvole minacciose, che rotolavano brontolando nella sua direzione.
Si levò anche una traccia di vento sulla scia della bora. Era il presagio della immancabile tempesta di ferragosto.
Si chiamava Silverio Fontana, una persona buona ma che a noi ragazzi incuteva soggezzione ,un cacciatore di valle e dunque un conoscitore di tempeste e venti impetuosi ma anche un pioniere del turismo. I Fontana erano gente tosta, fantasiosa,dotati di una grande volontà e tenacia, al punto che quando si mettevano in testa una idea erano perfino capaci di piegare gli eventi della natura.
Silverio intuì che le cose si stavano mettendo male, con più forza si piantò sulle gambe, guardò il cielo con aria di sfida, arrangiò le mani a guisa di corna e per tre volte allungando con vigore braccia e dita verso le nuvole, compì una specie di esorcismo, malidicendo il tempo con parole che per le nostre orecchie, sapevano di magia.
Trascorse solo qualche minuto, poi il vento cadde e le nubi, batterono in ritirata, smisero di rotolare una sopra l'altra e dopo un quarto d'ora tutto era ritornato alla normalità.
La sera , SIlverio e la moglie Angiolina, i figli Carlo, Luana , Franco e il più piccolo Claudio ( Daiano ) , eleganti e tutti schierati all'ingresso, poterono accogliere con un sorriso,una clientela allegra e festante.
Non è detto che le cose siano andate come sto raccontando, ma io ero lì ho visto e udito ed ero convinto allora, come lo sono oggi di avere riportato tutto con fedeltà.
Molti anni dopo. Milano Marittima Hotel Lady Mary. Il personale si era fatto in quattro per dare il benvenuto al ferragosto. Buffet ai bordi della piscina, orchestra,animatori, clientela ed invitati in trepidante attesa.
Gli addobbi cominciarono a sventolare sotto la spinta di una brezza insistente . Sul mare, nuvole livide e cariche di pioggia sembravano muovere verso la spiaggia.
La situazione non migliorava .
Mi agrappai ad un ricordo lontano e con tutta la concentrazione di cui ero capace, pensai a Silverio e al suo imprecare contro il cielo e allora andaì sulla battigia , fin sulla riva e ripetendo i suoi gesti, maledissi con forza quel probabile e pericoloso evento che si andava avvicinando.
So, che non ci crederete, ma le nuvole si fermarono come d'incanto, il vento cadde e ritornò la quiete.
Ritto e sorpreso, con lo sgurdo fisso sull'orrizonte, interrogavo me stesso, assalito da un delirio di autostima. Tuttavia resisteva la preoccupazione di non aver recitato la parte con la stessa determinazione di un Fontana. Il tempo di raggiungere, in pochi passi l' hotel , poi il fragore e le luce di un fulmine si rivelarono come il biglietto da visita di una violenta ,tempesta che durò a lungo distruggendo al suo passaggio ogni cosa . Come da copione, anche quella sera e ancora per tanti altri anni, quell'evento inprovviso e violento si ripresentò per ferragosto.
Fù un disastro che cancellò la festa ma fù anche un avvertimento, un segnale per ricordare, ad un albergatore presuntuoso come me, che la magia operata da Silverio poteva essere ripetibile solo quando, l'Altissimo, avesse dotato un altro uomo della stessa capacità di piegare la natura con la fantasia, la volontà e la tenacia
La morale di questa storia.
Anche oggi, nella sera dei festeggiamenti, fra il 14 e il 15 agosto, la previsione è quella di temporali e poichè non siamo più gli uomini di un tempo, avvezzi a lottare contro le intemperie, rivolgiamo una preghiera al cielo, incrociamo le dita e che il Signore ce la mandi buona.
Buon ferragosto a tutti.

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