Borgo Marina Cervia
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Spaziatore Farabegoli
Un racconto di Giuseppe Benazzi:

Cervia corso Mazzini n°35 al pianterreno, in un periodo che sfiora il primo novecento. A quel tempo quel locale fu la bottega del barbiere-salinaro chiamato Milcare cervese DOC, famoso sopratutto per il suo naso appariscente e bitorzoluto particolarità celebrata a tal punto, specie dai salinari suoi colleghi ,da dare il nome di questo incredibile naso al terminal "de' Canalon" canale che attraversa le saline da est a ovest e che si addentra per una ventina di metri nel terreno di Cervia Vecchia, molto vicino a e Casarmon o Zentrèla di finanzir, che un tempo lontano pare ascoltando gli studiosi, e basandosi anche su un calco in gesso del seicento ritrovato fortunosamente nel forese (ma in briciole ) Che Mons Tanasini parroco molto attento a questi reperti, fra i quali cito la tavola dipinta con la Madonna Della Neve, di Anna Longhi e Gino Pilandri ex sindaco mi invitarono a restaurare e io Benazzi Giuseppe artigianodi Cervia ormai al limite della pensione eseguii quel non facile compito. date sopratutto le disastrose condizioni nelle quali mi fu consegnato e che le foto fedelmente documentano Reperto questo restaurato e ora in mostra al MUSA Di Cervia.' questo citato "Casarmon," ora Hotel Ficocle pare fosse addirittura il Duomo di Cervia Vecchia. e e Nès ad Milcare fosse oltre al Paradiso dei Muscellai del tempo, anche l'attracco dove le burchielle in legno sempre di quell'epoca caricavano e trasportavano a Cervia Nuova allora in costruzione i materiali Laterizi ancora utili (un po' salati ) che venivano dallo smontaggio di quelle case ormai disabitate,(Rocca in primis) causa insalubrità. Am sera un po' ingruvagnè, mo' un pè ormai d'avelia fata. Ritorno in corso Mazzini N° 35 quando dopo Milcare quel locale al pianterreno fu rilevato dal Sig Giorgini detto Cic Ciac oggi lo stesso locale rimasto inalterato nel tempo, ha il nome di Barbieria dello Sport ed è condotta dai barbieri Stefano e Pino Amadori. Lateralmente a questo locale dove vi era anche un Bar e 2 rampe di antiche scale, qualcosa è cambiato . E in un mio recente sopraluogo dovendo andare all'ufficio patrimonio del Comune non mi ha permesso con gli occhi di quel tempo che stò raccontando di ritrovare anche solo una piccola traccia, che mi ricordasse "E Camaron di Sucialèsta"Del P.S.I. allora luogo di ritrovo con bar interno, aperto a tutti, frequentato da molti cervesi in prevalenza pensionati, che lì si trovavano a discorrere tranquillamente di tutto con iscritti a quel partito e non. Quello era un luogo di aggregazione popolare frequentato anche da giovani lavoratori e qualche studente che ogni tanto organizzavano balli con orchestrine qualche tombola, e altri passatempi. Al tempo al quale mi riferisco detto stanzone dimostrava tracce di vetustà, è vero, e il Partito Socialista lo aveva da poco dismesso ed era momentaneamente abbandonato pur non vedendo a chi lo osservava evidenti segni di grave degrado tali da ritenerlo inagibile e insicuro. La Banda Cittadina di Cervia di quel tempo che dopo successive peregrinazioni abbisognava di una sala prove, fece la sua richiesta a chi di dovere che accettò senza porre condizioni. Ed è proprio quì che comincia questa storiella.E fu in questo luogo ormai già da tempo frequentato dalla Banda Cittadina che in una bella serata di inizio Primavera i quel luogo già ampiamente descritto divenuto ormai consueto e potremmo analizzando le atmosfere dell'epoca definire famigliare perchè così era, li si riunirono una cinquantina di suonatori, più il personale ausiliario nella persona del bidello "pro tempore" ma eroe della serata Toni Toni, al secolo Antonio Lunedei. Questo attempato pensionato ex salinaro nato poco oltre la metà dell'ottocento non era la prima volta che aveva incarichi importanti nelle varie compagini bandistiche che si erano avvicendate nel tempo,di un mezzo secolo.Nei miei scarni appunti liquido la serata annotando i nomi dei miei colleghi di flicorno baritono della serata nelle persone di Cavuor e Carlocia un anziano sanmaurese. Non ricordo se ci fossero state in quella serata che da quello che mi consta ebbe come direttore di banda,il prof Fabrizioli cognato del titolare prof Araldi tutti e due riminesi e se ci fossero state musiche fra sinfonie e fantasie eseguite fra le tante, evocanti le forze del destino Perchè il Destino come entità palpabile C'era eccome ! E da quello che io mi figuro questa figura sfuggente e improbabile per alcuni ma certa per altri quel destino era impegnato già da quel momento ,ma chissà da quanto e da molto prima A fronte di una (dato il luogo )squadra Di santi proletari ,intenti a patrocinare i propri protetti sotto gli ordini di Sant Antonio grande patrono dell'ultimo umano
giuseppe

giuseppe
poi scampato per un pugno di minuti (E quì i minuti contano)., fortunatamente incolume, da quella trappola mortale.Fu una bèlla prova quella che terminò alle undicie mezza di quella notte, I suonatori uscirono da e "camaron" soddisfatti e sereni avviandosi verso lo loro lontane dimore, Rimanemmo in tre o quattro per riordinare i leggii e poco altro. Ce ne andammo anche noi . ci seguì il pof Mordenti sempre fra gli ultimi e uscendo assaporammo l'aria ancora frizzantina di quei momenti che spirava in piazza Garibaldi poi ci allontanammo nel buio. Toni Toni in quel momento riassettava il tavolo con le bibite dei suonatori, e raccoglieva in due fiaschetti mezzi vuoti il vino residuo che da quel momento era per convenzione cosa sua. Vino ottimo, che in tutte le nuove prove rinnovava. Us infilèt la sacona e chiusa la porta scese le scale fece qualche passo a arrivato alla panchina di fianco alla Banca vi appoggiò i fiaschetti e preda di un dubbio dubbio momentaneo comincio' a cercare la chiave nelle varie tasche, pronto a ritornare indietro se non la trovava, dentro quella che ormai stava diventando una tomba. Rimise i fiaschetti sotto le braccia e si avviò verso la piazzetta ma fece si e no' due passi che un forte e cupo boato col fragore del tuono lacerò l'aria lui in questa radiocronaca, la mattina dopo, parlò anche di sensazione di tremore che gli fece cadere i fiaschetti il con il prezioso nettare che si disperse fra i ciotoli della piazza.Cosa era accaduto ? il soffitto de "Camaron" costruito come i più del centro storico con le Arèlle,i (garsul) era improvvisamente crollato sui leggii che il peso delle grosse placche di intonaco avevano in parte distrutto. Se ui era nenca dal testi e sarebb stè un disastar. La fortuna era stata grande. la battaglia era vinta ma Toni Toni senza neanche chiedersi cosa fosse accaduto si allontanò mestamente verso la piazzetta delle erbe a casa sua dove lo aspettava una notte insonne. Fu al mattino che raccontò tutti questi movimenti e capì quello che era accaduto nella notte precedente, Fine della storièlla,senza prima ricordare che la prova seguente fu eseguita nello scantinato di Palazzo Salducci. comando anche oggi dei vigili urbani."Pensiero del giorno." Chissà da quando era che quel soffitto era in tensione.grave, Se scoppiava sarebbe accaduto prevalentemente quando il suono era più acuto, quando la cosiddetta bassa banda ottoni e batteria causavano le vibrazioni più intense. A tutti piacevole serata Giuseppe Benazzi, una volta marangon de canton, e un po' sunador.
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